La Via Lattea 5 Suite

Qualcosa che assomiglia a un viaggio, a un’avventura

A partire da metà Ottocento si afferma la pratica di condensare opere concepite originariamente per il palcoscenico – in particolare balletti e musiche di scena - in un formato più ridotto, adatto alle sale da concerto. Il procedimento è semplice: si accostano le pagine salienti e si eseguono in successione. Da qui il nome “suite”. Per esempio la suite dello Schiaccianoci di Tschaikowsky o la suite del Peer Gynt di Grieg. Lo stesso procedimento è stato applicato a La Via Lattea - pellegrinaggio musicale con incursioni in altri campi, artistici e scientifici -  che per certi versi assomiglia a un’opera teatrale di vaste proporzioni.

Questa Suite propone alcuni momenti de La Via Lattea 5 svoltasi l’estate scorsa fra il 24 agosto e il 7 settembre. Un’edizione articolata in tre Movimenti concepiti come omaggi ad altrettanti protagonisti della musica del Novecento: Olivier Messiaen, Karlheinz Stockhausen, Claude Debussy.

Come accade nelle suite dei balletti, dove viene meno la componente scenografica, così anche ne La Via Lattea 5 Suite scompare la scenografia del paesaggio. Cadono gli spostamenti a piedi, il pellegrinaggio. Rimangono alcune Stazioni, una in fila all’altra, in una sequenza di elementi eterogenei - musica da vivo, letture, proiezioni, registrazioni… - che a grandi linee rispecchia l’ordine originario degli eventi. Dalle venti ore della versione integrale alle due ore circa della Suite. Il risultato non è né un concerto tradizionale, né uno spettacolo teatrale. Piuttosto qualcosa che assomiglia a un viaggio, a un’avventura.

Per chi non ha partecipato a La Via Lattea 5 gioverà rievocare le scenografie naturali. Il lago di Lugano e i boschi del Monte S. Giorgio  per il Primo Movimento (Messiaen), le rocce e gli strapiombi del Parco delle Gole della Breggia per il Secondo Movimento (Stockhausen), i prati e le colline fra Stabio e Ligornetto oltre all’architettura bianca del Museo Vela per il Terzo Movimento (Debussy).

Ancora tre note paesaggistiche. L’ascolto integrale del Catalogue d’oiseaux di Messiaen è avvenuto nel bosco del Serpiano in forma di “installazione ornitologica”, diffondendo in sovrapposizione i suoni di tre pianoforti  tramite altoparlanti appollaiati sugli alberi. L’intervento di Marino Cattaneo si è svolto nei pressi del cementificio Holcim (ex Saceba), mastodontico relitto industriale che giace dismesso (e dimesso)  nel Parco delle Gole della Breggia. Le lettere di Claude Debussy, riprodotte su pannelli, spuntavano qua e là, lungo tutto il percorso del Terzo Movimento.

Il tema del camminare, tema conduttore de La Via Lattea, ritorna, oltre che negli interventi dell’attore-pellegrino, anche nelle immagini di Uccellacci e uccellini, il film di Pasolini in cui i tre Movimenti, trovano un punto d’incontro ideale. Dalla predica agli uccelli di frate Ciccillo all’ornitologia musicale di Messiaen, dalle arlecchinate di Totò e Ninetto al Kleine Harlekin di Stockhausen, dalle borgate romane attraversate dai due protagonisti al poeta romano Valerio Magrelli, ospite del Terzo Movimento.

La Via Lattea 5 Suite è dedicata a Silvano Gilardoni, Pellegrino fedele e infaticabile.

 

 

 

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La Via Lattea 5 Suite

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